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Paolo Serrao
 
«Il Maestrino»
Paolo Serrao nacque a Filadelfia l’11 aprile del 1830. A soli 8 anni si esibì al Teatro Comunale di Catanzaro in un concerto per pianoforte e orchestra del compositore tedesco Daniel Steibel. Le sue grandi attitudini musicali gli permisero di entrare, in modo gratuito, a 9 anni, nel Real Collegio di Musica di Napoli sotto la guida di Carlo Conti e Francesco Lanza. In occasione dei saggi indetti dal Conservatorio si classificò al primo posto e dopo i primissimi anni di studio gli fu affidato l’incarico di «Maestrino», ossia studente che segue colleghi più giovani. Nel 1852 compose l’opera semiseria L’impostore ed in quel anno si congedava definitivamente dal Real Collegio. Il titolo di «Maestrino», creato proprio ne Conservatorio di Napoli, rimase sino a pochi decenni orsono come esplicito riconoscimento della compiutezza del curriculum di studi fatti e della «scintilla d’arte» che si fosse maturata in alunni più bravi, specie quelli di composizione o direzione di coro od orchestra. Nel 1857 l’opera semiseria C.B. Pergolesi, che riceverà un ottimo riscontro. Nello stesso Conservatorio dove aveva studiato, Serrao insegnò armonia, contrappunto e composizione e alla sua scuola si formeranno musicisti importanti come Cilea, Rossomandi, Martucci, Mugnone. Nel 1868 gli venne dato l’incarico di Direttore dell’Orchestra del Teatro S.Carlo. In questo periodo compose La Duchessa Giulia e per la morte del maestro Mercadante una Messa da Requiem. Il 1870 fu l’anno dell’incoronamento artistico con la nomina a Direttore del Conservatorio “S. Pietro a Majella”. Sotto la sua guida il Conservatorio divenne centro di eccellenza e punto di riferimento per tutto il movimento musicale dell’epoca. Oltre che a portare avanti l’impegno da Direttore, il Maestro continuò a coltivare la sua passione per la composizione, dedicandosi ai melodrammi, quali Figliuol Prodigo e Dianora dei Bondi, alle composizioni sacre, alle romanze, ai notturni, alle ballate, alle fughe e ai minuetti. Nel 1905 dedicò alla sua amata Filadelfia Nostalgia, devolvendo il ricavato della vendita alle famiglie danneggiate dal terremoto che, in quell’ anno, colpì la sua terra. Morì il 17 marzo 1907 circondato dall’affetto dei suoi cari, di tutta Napoli e di Filadelfia.
 
 

 

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